"Così siamo diventati imprenditori"

Da "Repubblica" del 16 novembre 2000

Non è facile vedere una gremita platea di studenti delle superiori in religioso silenzio mentre si parta di economia sviluppo impresa Al Teatro Massimo è successo e non è stato solo l'effetto "Grande Fratello" scatenato dalla conduzione di Daria Bignardi o la scenografia televisiva che ospitava il talk show con i giovani industriali. A calamitare l'attenzione dei tanti ragazzi intervenuti a "Orientagiovani" di Confindustria sono state le tante testimonianze di chi ce l'ha fatta, di chi in barba all'intramontabile mito dei posto pubblico, riscoperto da Renato Mannheimer, é riuscito a trovare lavoro e fare soldi con le proprie idee, creare un'impresa con il suo sogno. Scatena l'entusiasmo il giovane quarantaduenne, classico ultimo della classe. Laurea in ingegneria con curriculum non proprio brillante, scartato per ben tre volte ai colloqui di selezione per un posto alla ST Microelectronics. "Questa bocciatura e stata la mia grande fortuna - spiega Giuseppe Brancatelli - perche mi ha spinto a portare avanti la mia idea, un'impresa che produce stazioni per trasmissioni satellitari che nel 2001 sarà quotata in borsa". "Bella forza, siete tutti figli di papá! Chi non ha la famiglia alle spalle, come fa?". Un boato negli spalti concorda con l'obiezione di Francesco Giacalone, appena uscito dalle superiori. Ma Brancati , guarda caso, proprio un industriale nato dal nulla: genitori insegnanti di matematica, nessun capitale alle spalle. La sua "Antel" da dieci miliardi di fatturato an nuo e che da lavoro a 50 ingegneri è nata da un finanziamento di "Ig Students", proprio l'iniziativa cui hanno partecipato molti dei giovani che affollano il Massimo. Cinque miliardi per iniziare, concessi solo perche' l'idea era ottima: "Se un giovane ha l'intuizione giusta può trovare più facilmente di quanto non si creda chi é disposto a investirci il denaro", dice convinto Brancatelli. C'é poi cristaldi che da Foligno dove lavorava ha deciso di emigrare in senso inverso per raggiungere l'Etna Valley. "Volevamo sfruttare gli studi che di solito rimangono confinati in ambiente universitario. In Assindustria a Catania abbiamo trovato un ambiente favorevole per la nostra attività". Maltempi produce software di simulazione dei danni di terremoti, incendi e altre calamità naturali in aree abitate e altri sempre legati ai grandi rischi. "Dopo averlo mostrato a un incaricato dell'Istituto del commercio estero giapponese - racconta - siamo stati invitati a Tokyo dove fra 20 mila aziende partecipanti siamo rientrati nella lista delle 40 con i progetti a più alto contenuto di innovazione tecnologica e adesso fra i nostri clienti c'e' anche l'Agenzia spaziale europea". Ma oltre ai computer e alle stazioni satellitari ci sono anche idee molto più semplici che hanno creato impresa con Ig Students. Come l'autorimessa di Isidoro Ardizzone, ancora studente, nata con un vero business plan, lo studio delle tipologie di domanda che veniva dagli utenti nei vari quartieri di Palermo. Alla fine tra il pubblico tanti giovani che chiedono informazioni e soprattutto aiuto. Magari per non dover più sognare il solito posto pubblico.

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