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La scuola intesa come risorsa
del territorio
Capita molto spesso che un giovane, completati
gli studi della scuola media superiore,faccia, senza un adeguato
indirizzo, delle scelte che a volte risultano errate: una
facoltà invece di un 'altra, un lavoro che non lo soddisfa.
Un interessante sondaggio è stato effettuato dal Lions
Club Catania Host, il cui presidente, dott. Antonio Pogliese,
ha sottolineato come il sondaggio sia stato fatto su mille
alunni delle scuole medie superiori di Catania e in sette
istituti e abbia avuto come fine di conoscere gli orientamenti
d'inserimento dei giovani nella società, dopo il completamento
degli studi, con porticolare attenzione alle loro volontà
di fare impresa.
"Nel Mezzogiorno -ha detto tra l'altro Pogliese- esiste
una carenza signifIcativa di cultura d'impresa: a Catania
siamo passati da una società che alcuni hanno definito
"modello dei cavalieri " al modello della cosiddetto
"new economy". Tutto ciò non è reale.
E' necessario contribuire alla definizione del reale modello
di sviluppo di Catania. E proprio per questo motivo abbiamo
organizzato otto meeting in cui i più rilevanti aspetti
sociali sono stati analizzati in un 'ottica economica".
Il dott. Beniamino Rametta, Ispettore generale del Csa, ha
fatto presente che la scuola è intesa come impresa
culturale e come risorsa del territorio. Ai giovani la scuola
deve offrire una formazione che possa essere poi utilizzata
nel mondo del lavoro.
L'ing. Antonio Barbagallo ha illustrato i risultati del sondaggio
fra gli alunni realizzato insie- me al dott. Rametta. Ai giovani
è stato posto un questionario con risposte chiuse.
Il 90% vuole proseguire negli studi, gli altri hanno dichiarato
che desiderano lavorare subito. Le mete prescelte sono, nell'ordine,
laurea, laurea breve, master, accademia militare. Per quanto
riguarda le attività lavorative le scelte sono, libero
professionista, manager, im- prenditore, lavoratore dipendente,
carriera scientifica. Infine le aspirazioni: raggiungimento
dei propri ideali, alti guadagni e vertici politici.
Il prof. Carmelo Buttà, prorettore del nostro ateneo,
si è soffermato sulla cultura d'impresa che non riguarda
solo l'imprenditore. E' indispensabile -secondo Buttà
- individuare gli attori che possano sviluppare una sinergia
utile allo sviluppo economico. Di imprese a Catania nel 2001
ne sono nate il 7%, mentre ne sono morte il 5%. Da Ciò
si e-videnzia che molti credono nell'impresa. Un ruolo primario
è svolto dall'università che contribuisce alla
formazione e alla cultura d 'impresa.
L'ing. Alfio Massimino, presidente dell'Associazione Industriali,
ha detto che i giovani oggi non sognano più il posto
fisso ma, come si evince dal sondaggio, vogliono guadagnare
molto e raggiungere i propri ideali. Massimino ha inoltre
fatto presente che fare impresa al nord è mnlto più
facile che farla al sud, per motivi di ordine ambientale,
economico e strutturale. Il dott. Giovanni Torrisi, preside
del liceo «Boggio Lera», ha detto che la scuola
oggi è in crisi e che si sta trasformando in scuola
di modello anglo-americano. Infine l'ing. Antonio Spampanato,
presidente dei Giovani Industriali, ha rivelato che è
stato raggiunto un accordo grazie al quale 270 giovani saranno
impiegati come stagisti in industrie catanesi.
A conclusione del meeting sono stati assegnati i «Premi
Lions per l 'imprenditoria a Catania» alla giovane
Alba Mertoli, stilista, e ai dott. Massimo Cristaldi
e cristaldi, imprenditori di telematica.
Antonio Di Paola
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