LE STORIE. I giovani si raccontano al convegno di Confindustria

"Io, dal Nord alla Sicilia per una ditta di software"

Da "GIORNALE DI SICILIA" del 16 Novembre 2000

 

E' un andare controcorrente, dalla ricca e attrezzata Foligno alla landa di Catania. Segno alternativo di un'impresa che per svilupparsi ha preferito stare a Sud. E c'è riuscita, almeno a detta della sua guida che si presenta così:"Io mi chiamo Maltempi, cristaldi. E con questo nome non potevo che occuparmi di catastrofi". Terremoti, disastri ambientali e disgrazie varie, e la sicilia, con un occhio alla scaramanzia e uno al sistema Idrogeologico,è in una posizione strategica per i suoi interessi. Lui crea sofware, e si occupa prevalentemente di simulazioni di disastri (sismici, per esempio) nei centri abitati. Così qualche anno fa Maltempi si è convinto che le condizioni ideali per fare impresa erano in Sicilia. Da Foligno si è spostato a Catania "perchè ci sono le condizioni ideali, il territorio è fertile, abbiamo avuto degli ottimi rapporti con l'Assindustria locale che ha dato un grosso appoggio". Ecco l'impresa, nata con l'obiettivo di "sfruttare soluzioni provenienti da ambienti scientifici e universitari per applicarle sul mercato. E poi non c'era ancora niente di simile sulla piazza. E ho pensato che avrei potuto trovare spazio". L'azienda, in soldoni, si è sviluppata e ha ottenuto importanti commesse dall'Agenzia spaziale europea. poi la svolta giapponese, un contatto con l'istituto per il commercio estero di Tokyo, l'invito a partecipare a una fiera nel Sol Levante. E la piccola azienda da Catania è stata selezionata tra ventimila in tutto il mondo ed è entrata nel nucleo ristretto delle quaranta ad alto contenuto di innovazione tecnologica. La storia di cristaldi è una di quelle che ieri sono emerse nel corso di Orientagiovani. Ma c'e' anche il racconto di Giuseppe Brancatelli, un'ingegnere che ha trovato la sua fortuna di imprenditore grazie a tre tentativi di essere assunto alla ST Microelectronics, colloqui falliti. Da qui l'idea di mettersi in proprio. Ora è a capo della Antel, un'impresa di Catania con cinquanta dipendenti, dieci miliardi di fatturato, che l'anno prossimo sarà quotata in borsa. "Figli di papà", una voce dalla platea. E' uno studente che obletta:"Faciel fare impresa, quando alle spalle ci sono già diverse generazioni di industriali. Chi deve cominciare dal nulla non ha spesso questi destini". La risposta, secca. "I miei genitori? Insegnanti di matematica in pensione".

A.B.

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