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E'
un andare controcorrente, dalla ricca e attrezzata Foligno
alla landa di Catania. Segno alternativo di un'impresa che
per svilupparsi ha preferito stare a Sud. E c'è riuscita,
almeno a detta della sua guida che si presenta così:"Io
mi chiamo Maltempi, cristaldi. E con questo nome non
potevo che occuparmi di catastrofi". Terremoti, disastri
ambientali e disgrazie varie, e la sicilia, con un occhio
alla scaramanzia e uno al sistema Idrogeologico,è in
una posizione strategica per i suoi interessi. Lui crea sofware,
e si occupa prevalentemente di simulazioni di disastri (sismici,
per esempio) nei centri abitati. Così qualche anno
fa Maltempi si è convinto che le condizioni ideali
per fare impresa erano in Sicilia. Da Foligno si è
spostato a Catania "perchè ci sono le condizioni
ideali, il territorio è fertile, abbiamo avuto degli
ottimi rapporti con l'Assindustria locale che ha dato un grosso
appoggio". Ecco l'impresa, nata con l'obiettivo di "sfruttare
soluzioni provenienti da ambienti scientifici e universitari
per applicarle sul mercato. E poi non c'era ancora niente
di simile sulla piazza. E ho pensato che avrei potuto trovare
spazio". L'azienda, in soldoni, si è sviluppata
e ha ottenuto importanti commesse dall'Agenzia spaziale europea.
poi la svolta giapponese, un contatto con l'istituto per il
commercio estero di Tokyo, l'invito a partecipare a una fiera
nel Sol Levante. E la piccola azienda da Catania è
stata selezionata tra ventimila in tutto il mondo ed è
entrata nel nucleo ristretto delle quaranta ad alto contenuto
di innovazione tecnologica. La storia di cristaldi è
una di quelle che ieri sono emerse nel corso di Orientagiovani.
Ma c'e' anche il racconto di Giuseppe Brancatelli, un'ingegnere
che ha trovato la sua fortuna di imprenditore grazie a tre
tentativi di essere assunto alla ST Microelectronics, colloqui
falliti. Da qui l'idea di mettersi in proprio. Ora è
a capo della Antel, un'impresa di Catania con cinquanta dipendenti,
dieci miliardi di fatturato, che l'anno prossimo sarà
quotata in borsa. "Figli di papà", una voce
dalla platea. E' uno studente che obletta:"Faciel fare
impresa, quando alle spalle ci sono già diverse generazioni
di industriali. Chi deve cominciare dal nulla non ha spesso
questi destini". La risposta, secca. "I miei genitori?
Insegnanti di matematica in pensione".
A.B.

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