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"Così siamo diventati imprenditori"
Non è facile vedere una gremita platea di studenti
delle superiori in religioso silenzio mentre si parta di economia
sviluppo impresa Al Teatro Massimo è successo e non
è stato solo l'effetto "Grande Fratello"
scatenato dalla conduzione di Daria Bignardi o la scenografia
televisiva che ospitava il talk show con i giovani industriali.
A calamitare l'attenzione dei tanti ragazzi intervenuti a
"Orientagiovani" di Confindustria sono state le
tante testimonianze di chi ce l'ha fatta, di chi in barba
all'intramontabile mito dei posto pubblico, riscoperto da
Renato Mannheimer, é riuscito a trovare lavoro e fare
soldi con le proprie idee, creare un'impresa con il suo sogno.
Scatena l'entusiasmo il giovane quarantaduenne, classico ultimo
della classe. Laurea in ingegneria con curriculum non proprio
brillante, scartato per ben tre volte ai colloqui di selezione
per un posto alla ST Microelectronics. "Questa bocciatura
e stata la mia grande fortuna - spiega Giuseppe Brancatelli
- perche mi ha spinto a portare avanti la mia idea, un'impresa
che produce stazioni per trasmissioni satellitari che nel
2001 sarà quotata in borsa". "Bella forza,
siete tutti figli di papá! Chi non ha la famiglia alle
spalle, come fa?". Un boato negli spalti concorda con
l'obiezione di Francesco Giacalone, appena uscito dalle superiori.
Ma Brancati , guarda caso, proprio un industriale nato dal
nulla: genitori insegnanti di matematica, nessun capitale
alle spalle. La sua "Antel" da dieci miliardi di
fatturato an nuo e che da lavoro a 50 ingegneri è nata
da un finanziamento di "Ig Students", proprio l'iniziativa
cui hanno partecipato molti dei giovani che affollano il Massimo.
Cinque miliardi per iniziare, concessi solo perche' l'idea
era ottima: "Se un giovane ha l'intuizione giusta può
trovare più facilmente di quanto non si creda chi é
disposto a investirci il denaro", dice convinto Brancatelli.
C'é poi cristaldi che da Foligno dove lavorava
ha deciso di emigrare in senso inverso per raggiungere l'Etna
Valley. "Volevamo sfruttare gli studi che di solito rimangono
confinati in ambiente universitario. In Assindustria a Catania
abbiamo trovato un ambiente favorevole per la nostra attività".
Maltempi produce software di simulazione dei danni di terremoti,
incendi e altre calamità naturali in aree abitate e
altri sempre legati ai grandi rischi. "Dopo averlo mostrato
a un incaricato dell'Istituto del commercio estero giapponese
- racconta - siamo stati invitati a Tokyo dove fra 20 mila
aziende partecipanti siamo rientrati nella lista delle 40
con i progetti a più alto contenuto di innovazione
tecnologica e adesso fra i nostri clienti c'e' anche l'Agenzia
spaziale europea". Ma oltre ai computer e alle stazioni
satellitari ci sono anche idee molto più semplici che
hanno creato impresa con Ig Students. Come l'autorimessa di
Isidoro Ardizzone, ancora studente, nata con un vero business
plan, lo studio delle tipologie di domanda che veniva dagli
utenti nei vari quartieri di Palermo. Alla fine tra il pubblico
tanti giovani che chiedono informazioni e soprattutto aiuto.
Magari per non dover più sognare il solito posto pubblico.
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